L'anno scorso ho pubblicato un post intitolato ESTATE LENTA E SOBRIA. Quest'anno lo ripropongo perchè mi sento ancora circondata da manie competitive estive (chi va più lontano, chi vedrà più cose, chi spende di più per delle vacanze esclusive e chi pubblicherà più foto sui social per vantarsi...)
Cosa c'è nella vostra lista di cose da fare per l'estate? Forse troppo… spesso è troppo…
Ecco 7 cose che consiglio di fare quest’estate per non stressarsi troppo:
Nuota, ma non solo al mare. C'è qualcosa di magicamente primordiale nel tuffarsi nelle acque trasparenti di un lago o nel farsi cullare dalla corrente vitale di un fiume. Il wild swimming (o nuoto in acque selvagge) non è solo un ottimo allenamento fisico che tonifica ogni muscolo senza impatto sulle articolazioni; è una vera e propria terapia per lo spirito. Immergersi nella natura incontaminata stimola il sistema immunitario grazie allo shock termico dell'acqua fresca, attiva la circolazione e rilascia una dose massiccia di endorfine, regalandoci un'immediata sensazione di euforia e pace. Lontano dal cloro delle piscine e dal caos delle spiagge affollate, ogni bracciata in un lago o in un fiume diventa un atto di mindfulness in movimento, un modo unico per ritrovare la propria connessione più profonda con la Terra.
Guarda un film di quando eri piccolo. C'è un superpotere racchiuso nelle vecchie videocassette degli anni '80 e '90, o in quei grandi classici dell'animazione che guardavamo distesi sul tappeto da bambini: il potere di fermare il tempo. Scegliere di guardare un film "vintage" insieme ai propri figli non è solo un modo per svoltare un pomeriggio afoso, ma è una vera e propria coccola per la mente. Quando premiamo play su una storia che ha segnato la nostra infanzia, nel nostro cervello si attiva la comfort-stalgia (quella nostalgia positiva che genera sicurezza). Rivedere scene di cui conosciamo a memoria ogni battuta abbassa istantaneamente i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e ci rimette in contatto con la parte più protetta e spensierata di noi.
Ma la magia raddoppia quando lo facciamo insieme ai figli. Condividere con loro il cinema della nostra infanzia significa:
Creare un ponte generazionale: Spieghiamo loro come si viveva "prima", ridiamo degli effetti speciali datati e mostriamo un pezzetto del nostro passato senza filtri.
Condividere emozioni pure: vedere i loro occhi spalancarsi per la stessa identica scena che faceva battere il cuore a noi trenta o quarant'anni fa crea un'intimità emotiva pazzesca.
Rallentare il ritmo: iI film di qualche decennio fa hanno tempi più umani, inquadrature più lunghe e meno stimoli visivi frenetici rispetto ai prodotti moderni. È una disintossicazione digitale sia per i grandi che per i piccoli.
Il risveglio sensoriale a piedi nudi (Earthing): camminare scalzi sull'erba fresca del mattino o sulla sabbia ancora umida per riconnettersi magneticamente con la terra e ritrovare il proprio centro.
La lettura all'ombra di un grande albero: scegliere un libro cartaceo — per dimenticare gli schermi — e lasciarsi cullare dal fruscio delle foglie e dal canto delle cicale nelle ore più calde del pomeriggio.
La caccia alle stelle cadenti (lontano dalle luci): sdraiarsi su una coperta in un prato di notte, nel silenzio più assoluto, ad allenare la pazienza guardando il cielo alla ricerca di desideri da esprimere.
Il rito della frutta di stagione a km zero: visitare un mercato locale per raccogliere o comprare pesche, fichi o anguria, per poi gustarli con calma, concentrandosi solo sulla freschezza e sui profumi dell'estate.
La passeggiata meditativa al tramonto: camminare senza una meta precisa e senza musica nelle orecchie, e senza cellulare! Lasciandosi guidare solo dai colori caldi del sole che cala e dal ritmo lento del proprio respiro.
BUONA ESTATE, CI RISENTIAMO A SETTEMBRE!

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