Passa ai contenuti principali

5 Lezioni dal film PERFECT DAYS

Perfect Days è un film di Wim Wenders che segue la vita di Hirayama, un uomo che pulisce i bagni pubblici a Tokyo. Non ci sono grandi drammi, non ci sono colpi di scena. C’è solo un uomo che ha scelto di vivere con estrema cura, trasformando ogni gesto quotidiano in un piccolo rito di presenza.

Perfect Days è anche il primo film che ho voluto RIVEDERE! Sì perchè fino all'anno scorso per me rivedere un film già visto era una cosa rarissima e spesso lo facevo controvoglia. Poi però di recente ho imparato che rivedere un film che ci è piaciuto tanto, non solo ci rilassa e ci conforta (perchè sappiamo già come andrà a finire e sappiamo anche che passeremo un bella serata) ma ci permette anche di notare dettagli scenici o i dialoghi, che prima non avevamo notato perchè eravamo occupati a vedere come andava a finire la storia.

Perfect Days è un film che mi ha fatto riflette su una domanda: che aspetto ha la vita quando smettiamo di voler dimostrare qualcosa al mondo?


Ecco 5 cose da imparare dal film PERFECT DAYS:

LEZIONE 1
Il valore della cura. Hirayama non si limita a pulire; si prende cura dello spazio. Usa specchietti per controllare gli angoli nascosti, si muove con una precisione sacrale. Ci insegna che la dignità non dipende dal prestigio del nostro ruolo, ma dall'amore che mettiamo nel gesto. Qualunque sia il tuo "lavoro" oggi, puoi scegliere di abitarlo con la stessa attenzione, trasformandolo in devozione.

LEZIONE 2
La preziosità della routine. Ogni mattina Hirayama segue gli stessi passi: innaffia le piante, beve lo stesso caffè, ascolta le sue cassette mentre guida. Per molti questa sarebbe una prigione; per lui è un’impalcatura di libertà. La routine, quando è scelta con intenzione, non è stagnazione. È il battito del cuore della giornata, un ritmo che rassicura il sistema nervoso e ci permette di affondare le radici nel presente.

LEZIONE 3
Komorebi ossia "la luce tra le foglie". Hirayama ha un rito: durante la pausa pranzo, fotografa la luce del sole che filtra tra i rami degli alberi. In giapponese esiste una parola bellissima per questo che è Komorebi. Lui non cerca lo straordinario, si lascia incantare da ciò che è sempre lì, ma che quasi nessuno vede. La vera ricchezza non è accumulare esperienze, ma avere occhi capaci di stupirsi davanti a un riflesso sul muro o al fruscio del vento.

LEZIONE 4
L'arte dell'abbastanza. Hirayama vive in una casa piccola, con pochi libri e poche piante. Non sembra mancargli nulla, perché ha imparato l'arte dell'abbastanza. Spesso la nostra ansia nasce dalla distanza tra ciò che abbiamo e ciò che pensiamo di dover possedere. Lui ha annullato quella distanza. Vive nel punto esatto in cui il desiderio incontra la realtà.

LEZIONE 5
"Adesso è adesso". C'è una frase che racchiude tutto lo spirito del film : "Adesso è adesso. Un'altra volta è un'altra volta". È l'invito a non contaminare il presente con il peso del passato o l'ansia del futuro. Se stai guidando, guida. Se stai leggendo, leggi. Se stai guardando il cielo, sii solo uno sguardo. La vita accade sempre e solo ora. 

Hirayama non ride sempre, non esibisce la sua gioia. Ma alla fine della giornata, nei suoi occhi vediamo una pace profonda. 

Il film ci dà il permesso di rallentare, di non dover essere "di più", di non dover scalare nessuna vetta.

Forse la vita non ha bisogno di essere straordinaria, ha solo bisogno di essere vissuta pienamente, un giorno perfetto alla volta.

Non serve fuggire lontano per trovare la pace.

Non serve cambiare vita per sentirsi realizzati.

A volte serve solo imparare da Hirayama a guardare la luce tra le foglie e ricordarsi che questo istante, così com'è, è già tutto quello che ci serve.

Commenti